Cesana Sestriere e sicurezza stradale

Con il mese di luglio torna un appuntamento di assoluto rilevo nel panorama sportivo automobilistico, la gara  di rally Cesana-Sestriere: oltre mille metri di dislivello nei 10 Km che dividono le due località dell’Alta Val di Susa.

La “Ce-Se”, come viene chiamata nell’ambiente delle corse, è oggi uno dei più importanti appuntamenti dell’automobilismo sportivo e storico mondiale. Veder sfrecciare a tutta velocità quei bolidi di sogni d’altri tempi regala sempre grandi emozioni, ma si tratta di una pratica da non emulare nella vita quotidiana.

La sicurezza sulle strade piemontesi è un tema quanto mai importante, che la Regione Piemonte ha scelto di mettere al centro. Come spiega infatti l’assessore alla Polizia Locale, Giovanni Maria Ferraris:

Ogni utente della strada, qualsiasi mezzo di trasporto utilizzi, deve essere consapevole dei rischi che il rispetto delle regole aiuta a prevenire ed evitare. Nonostante negli ultimi anni si sia registrato un calo sensibile del numero di incidenti stradali, resta comunque allarmante che i quasi 11 mila incidenti avvenuti nel 2016 sulle strade piemontesi siano stati causati principalmente dal mancato rispetto delle norme di precedenza e dalla guida distratta. Insomma, molti di essi sarebbero stati facilmente evitabili.

I dati Istat non lasciano dubbi: seppur con un calo del 24,5% rispetto al 2010, gli incidenti stradali nel 2016 in Piemonte sono stati ancora molti e hanno causato il ferimento di 15.792 persone e la morte di altre 247. E buona parte sono giovani.

La fascia giovanile – ricorda l’assessore Ferraris – è da sempre una delle più a rischio. Basti pensare che nel 2016 sono stati 48 i giovani tra i 18 e i 29 anni a perdere la vita sulle nostre strade. E ad essi si aggiungono ben 3.770 giovani che sono rimasti feriti. Cifre che ci impongono di investire sulla prevenzione e sulla sensibilizzazione di questa fascia di utenti. Proprio per questo motivo sto visitando diverse scuole del territorio, incontrando i ragazzi neo maggiorenni per parlare di sicurezza stradale, di abuso di alcol; a ciascuno di loro dono inoltre un etilotest monouso: un gesto non solo simbolico, ma che può in effetti contribuire a salvare delle vite.

Come emerge infatti dal rapporto della Regione Piemonte del 2015 «Fatti e cifre sull’alcol in Piemonte», il fenomeno del «binge drinking» (che significa bere cinque o più bevande alcoliche in un’unica occasione e in un ristretto intervallo di tempo) resta elevato tra gli studenti piemontesi, il 35% dei quali riferisce di averlo praticato nel mese antecedente lo svolgimento dello studio. Se nel genere maschile le prevalenze dei binge drinkers mostrano un leggero, ma costante, decremento dal 2011 al 2014, è nel genere femminile che dal 2011 si evidenzia una tendenza all’aumento, facendo diminuire il gap di genere. In entrambi i generi è tra i 18enni che si osservano le prevalenze superiori di binge drinkers, seguiti dai 19enni tra i ragazzi e dalle 17enni tra le ragazze. A ciò si aggiunge poi un dato importante: l’indice di mortalità risulta più elevato nella fascia oraria tra le 2 e le 3 del mattino.

Tutti dati che confermano i rischi legati all’utenza giovanile.

Vorrei esortare i nostri ragazzi – afferma Ferraris – non solo al rispetto del Codice della strada – che impone 0,00 g/l di consumo alcolico alla verifica di un etilotest per i primi tre anni di patente -, ma soprattutto ad avere maggior consapevolezza del valore della vita, ricordando che ad ogni cattiva azione può corrispondere un conseguenza ancora più grave e talvolta tragica. Bisogna evitare di bere alcol prima di mettersi alla guida, non solo perché esiste una legge che lo vieta, ma soprattutto per senso di responsabilità nei confronti di se stessi, di chi si accompagna e di ciascuna persona che si trovi nello spazio pubblico. Per questo, le Forze dell’ordine e i nostri agenti di Polizia Locale non devono essere visti solo come sanzionatori, ma come primo organismo di tutela del cittadino.

Agenti a cui l’amministrazione regionale tiene particolarmente.

I nostri operatori di Polizia Locale – conclude l’assessore – sono il punto di riferimento per le amministrazioni locali e fiore all’occhiello della nostra Regione. La nostra attenzione nei loro confronti si è concretizzata anche nel DdL «Nuove norme in materia di Polizia Locale», che oltre a rispondere alle esigenze di ammodernamento della legge regionale attualmente in vigore, introduce elementi innovativi, frutto del confronto con i Comandi, le autonomie locali e le delegazioni sindacali. Confido che questo documento possa trovare al più presto attuazione da parte dell’Aula consiliare, ponendo le basi per un miglioramento della risposta di questo servizio ad una domanda di sicurezza sempre crescente.